Festival di VeneziaWild Horse Nine - Torna McDonagh a Venezia

Wild Horse Nine – Torna McDonagh a Venezia

Wild Horse Nine (2026) è il nuovo film di Martin McDonagh presentato in anteprima qui al Festival di Venezia. L’ultima firma del regista è stata Gli Spiriti dell’Isola che regalò interpretazioni di livello facendo candidare all’Oscar di quell’anno quattro attori del cast. Ricordiamo il duo che tornava in grande spolvero Colin Farrell – Brendan Gleeson, che già avevano regalato magie nello splendido In Bruges. Ma anche le interpretazioni di Barry Keoghan e Kerry Condon furono d’alto livello.

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McDonagh torna alle origini riproponendo un duo comico inaspettato in una location insolita, ma bisogna vedere se non è riuscito a ripetersi e a sfornare un altro film degno dei precedenti. Si può dire che è un regista a cui piace sperimentare, rimanendo sempre nei cardini della commedia nera, che gli riesce e non poco. È difficile che i suoi film non intrattengano per la scrittura dei dialoghi e i plot ingegnosi. Dopo l’esordio folgorante con In Bruges volle cambiare e creare una commedia folle e pulp con un ricco cast, chiamata 7 Psicopatici.

Nel 2017 tirò fuori dal cilindro una pellicola degna dei Fratelli Coen con Tre Manifesti a Ebbing Missouri. E ora torna proponendo un duo comico che non può lasciare indifferenti. Wild Horse Nine confeziona un cast notevole con alla guida John Malkovich e Sam Rockwell, accompagnati da Steve Buscemi. Il film è ambientato sull’Isola di Pasqua e tira stoccate non indifferenti all’America, al nostro presente e alla generazione arrivata dopo gli anni 60′.

Wild Horse Nine – Trama

Chris Carlisle (John Malkovich) e Lee Chesterfield (Sam Rockwell) sono due agenti della CIA sotto copertura in Cile. All’elezione del nuovo presidente dichiaratamente Marxista, il popolo esulta. Chris e Lee sono all’aeroporto e finiscono a parlare con due ragazze del luogo. Chris, con la più grande tranquillità di questo mondo, fa intendere alle due che il loro presidente è destinato a morire presto e che avverrà presto un colpo di stato che favorirebbe a livello economico Gli Stati Uniti.

Lee cerca in tutti i modi di far capire a Chris di parlare con più discrezione. Ma questo risulta molto difficile dato che Chris pare avere problemi molto forti di memoria. I due agenti partono per una sorta di vacanza verso la remota Isola di Pasqua. A quanto pare è un viaggio che Chris desiderava da tempo. Visitare le famose “Teste giganti” e trovare finalmente un po’ di pace dal lavoro. Chris pare sempre più lasciarsi andare a commenti poco sottili e poco discreti.

La sua volontà di scrivere delle Memorie non aiuta la sua situazione dato che a Lee viene ordinato di tenerlo d’occhio dal capo delle operazioni in Sud America, M.J. (Steve Buscemi). In effetti qualcuno pare tenere d’occhio entrambi durante le loro visite ai siti sacri dell’Isola di Pasqua. Ma il vero motivo del viaggio di Chris e Lee pare nascondere una verità molto oscura e triste. Una verità forse inevitabile, ma di sicuro un viaggio che cambierà le loro vite per sempre.

Wild Horse Nine – Cast

McDonagh sceglie sempre bene il proprio cast, sapendo far risaltare con grazia il proprio protagonista grazie anche all’ausilio di ottimi comprimari. Qui la perla del film è senza alcun dubbio la coppia Malkovich – Rockwell. John Malkovich riesce a emozionare in maniera travolgente, allo stesso modo in cui riesce a far ridere lo spettatore. Gli scambi con Rockwell sono formidabili e il fiore all’occhiello della pellicola.

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Sam Rockwell è un grande caratterista che negli ultimi anni è stato amato grandemente sia da pubblico che critica. Prima con ruoli minori, ma significativi, pian piano è riuscito a farsi strada nei cuori dei fan. E non si vedeva l’ora di vederlo interagire con un attore del calibro di John Malkovich. Il suo è un ruolo da comprimario, che accompagna bene il protagonista e non si mette mai in primo piano.

A differenza di altri film del regista dove nella coppia il personaggio più anziano è il co-protagonista, qui avviene il contrario. E forse questa è anche una novità che conduce pian piano al cuore del film. Nel film c’è anche Steve Buscemi come M.J. ovvero il superiore di Lee e Chris. Buscemi risulta sempre eccellente come attore caratterista e risulta un ottimo tassello fra le dinamiche a due dei protagonisti. Nel film c’è anche Parker Posey nel ruolo della moglie di Lee.

Wild Horse Nine – Recensione

Il film, per il momento, risulta essere quasi la summa della filmografia del regista. Ci sono elementi che rimandano ai film passati sopra citati, ma sotto sotto si intravede un’evoluzione del tema. McDonagh ha sempre giocherellato con la commedia nera, ma qui spinge l’acceleratore all’ennesima potenza. Toccando tasti delicati e tirando stoccate non indifferenti al presente che viviamo. E di fatto scegliere come protagonisti due agenti della CIA sotto copertura con crisi esistenziali è ottimo per portare avanti questa critica.

Infatti nonostante sembri che ci sia un barlume di speranza per la nuova generazione, siccome siamo negli anni 60′, si vuole anche dichiarare che forse anche la generazione dopo ha fallito, non seminando niente. Il film ha una sceneggiatura che giostra molto sulle interazioni dei personaggi, più che sull’intreccio e l’incedere della vicenda. Alla fine il film è tutto in quelle poche location… eppure non annoia mai.

Ci sono dei semi all’inizio che vengono ben raccolti nella seconda parte. Tutti i fili sparsi portano a qualcosa nel finale, il che è importante per una pellicola del genere. Anche le singole battute divertenti risulteranno fondamentali per comprendere i risvolti del terzo atto che è scoppiettante come tutti i precedenti film del regista. Il film risulta davvero lineare e ben scritto, lasciando quella punta di dolceamaro che non guasta mai.

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Conclusioni

Martin McDonagh confeziona un film ben degno della sua filmografia. Una commedia nera che intrattiene lo spettatore con scambi tanto folli quanto divertenti. Scorretta, mai esagerata e sempre attenta nell’incedere della vicenda. I due protagonisti regalano performance da premiare, specialmente John Malkovich che regala una delle sue migliori interpretazioni. Negli ultimi anni aveva sfornato anche un’ottima interpretazione qui in Italia con The New Pope.

Il film risulta una commedia agrodolce anticonvenzionale, con una location tanto suggestiva quanto insolita. L’Isola di Pasqua fa da sfondo a questa storia di un’ottima amicizia destinata a cambiare per sempre per via del destino che incombe, e della professione che esercitano. È presto per dire se sia il miglior film del regista, considerati anche i suoi predecessori… ma pare proprio una summa che farà sicuramente impazzire gli amanti del regista, e non lascerà indifferenti i casual watchers.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Wild Horse Nine è il nuovo film del regista e sceneggiatore Martin McDonagh, autore di pellicole precedenti applaudite da pubblico e critica. Qui confeziona una commedia nera molto divertente, ricca di dialoghi scritti in punta di penna e interpretazioni notevoli.
Francesco Ombres
Francesco Ombres
Scrittore di romanzi, appassionato da tutta la vita della narrazione e soprattutto del cinema. Con uno sguardo attento alla sceneggiatura, cerco sempre di prestare attenzione a come l’intento dell’artista venga veicolato al pubblico. Per me ogni genere può essere intrattenente e avere potenziale, e soprattutto ogni recensione deve essere chiara e priva di dogmi.

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